Siccome io senza un po' di letteratura muoio, allora vi racconto questa cosa, e naturalmente ve la racconto a modo mio. E' una storia che riguarda un poeta, le donne che amava (o non amava) e una poesia, La casa dei doganieri.
La memoria: argomento privilegiato della poesia, eh, certo, che discorsi. Se poi il poeta è Eugenio Montale e la donna ispiratrice è quella Annetta-Arletta che nelle giovani estati di Monterosso ardiva farsi fotografare sorridente insieme a un cane, beh, insomma, finisce che la poesia si fa capolavoro e tu rimani a bocca aperta a rileggerla, ogni volta; ogni volta come la prima, agghiacciata da quell’abisso di dimenticanza di cui lei si è avvolta e frastornata invece dalla matassa di ricordi di cui lui si ostina a tenere un capo.
In realtà il signor Eugenio sembra non fosse quel gran che di uomo: nel senso che non doveva avere due cosiddetti così, se si lasciò sfuggire le donne che (forse) amava davvero per tenersi accanto quella Mosca – e mi scuserà se lo rivelo, lei, nonostante la trovi molto simpatica – del reiterato «blackmail» amoroso. Però questo non conta ai fini del mio innamoramento stolido e rapito per lui. Chè io lo amo, sì, e se lo avessi adesso qui avrei fatto certo la sorte di quella Clizia ripartita per l’America sul piroscafo, via lontano, sola, nonostante lui – vigliacco – scrivesse all’amico Bobi: «Che altra via d’uscita ho, tra il colpo di rivoltella e il…piroscafo?». E poi lui invece – e rivigliacco - il piroscafo non lo prese mai; ma nemmeno si sparò.
Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t' attende dalla sera
in cui v' entró lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostó irrequieto.
e il suono del tuo riso non é più lieto:
la bussola va impazzita all' avventura.
e il calcolo dei dadi più non torna
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s' addipana.
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietá.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell' oscuritá.
rara la luce della petroliera!
Il varco é qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende ...).
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.
(Eugenio Montale, La casa dei doganieri, in Le occasioni, 1939)

